La Costa d’Amalfi raggiunge un traguardo strategico nel percorso di destagionalizzazione turistica: l’estensione effettiva della stagione fino al periodo natalizio. A certificarlo ufficialmente è il monitoraggio ENIT sul turismo organizzato internazionale rilasciato a gennaio 2026, che colloca il prodotto “Sud Italia”, nel quale la Costa d’Amalfi è esplicitamente inserita, tra le proposte scelte anche per le vacanze di Natale dai mercati europei e long-haul, a lunga distanza, tra i quali emergono i bacini di riferimento della Divina: Usa, Brasile, Corea e India.
Il dato assume un valore che va oltre la dimensione promozionale della Destinazione. Si tratta di un risultato che conferma la solidità di una strategia di medio-lungo periodo, costruita e guidata nei suoi 11 anni di operatività dal Distretto Turistico Costa d’Amalfi, che collabora con ENIT come punto di riferimento territoriale per le attività di promozione internazionale in Costiera amalfitana.
“Il monitoraggio ENIT certifica un passaggio strategico che per noi ha anche un valore di sistema, e che ci rende ancora più felici e orgogliosi della collaborazione con l’Agenzia Italiana del Turismo, che ringraziamo vivamente per la fiducia con la quale da anni si rapporta con noi come interlocutore per la Costa d’Amalfi” dichiara il presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi Andrea Ferraioli. “La destagionalizzazione non è più un obiettivo teorico, ma un risultato concreto con l’ufficiale passaggio da una stagione turistica di 5-6 mesi ad una che si muove sull’arco di 8-9 mesi. I primi operatori che ci hanno creduto, allungando le aperture, hanno avuto un riscontro positivo che ha indotto altri a seguirne l’esempio. Il risultato è importante e ora va consolidato: oggi, ci troviamo di fronte ad un quadro a macchia di leopardo dove abbiamo aree che stanno destagionalizzando e altre che tendono ancora a chiudere in autunno. Il quadro va allineato, facendo sempre attenzione a non generare flussi di massa o turismo predatorio mordi e fuggi, che sono incompatibili con la natura stessa della Costiera amalfitana. Ci preme sottolineare che è un risultato che porta grandi benefici economici al territorio ottenuto senza alcun costo per la collettività locale. Non un solo centesimo di risorse pubbliche è stato impiegato in questo particolare percorso portato avanti dal Distretto Turistico che, come previsto dalla legge regionale istitutiva dei distretti, non è un ente pubblico ma un’associazione di operatori del turismo che investono tempo e risorse sulla promozione, la qualificazione e la sostenibilità della Destinazione Costa d’Amalfi”.
La chiave di lettura dell’azione del Distretto è territoriale e sistemica. Come più volte evidenziato dalla compagine guidata da Ferraioli, solo un approccio radicato nel territorio in chiave comprensoriale può intervenire sui flussi turistici, riequilibrandoli e indirizzandoli verso periodi e luoghi meno affollati, per evitare sovraccarichi nei mesi di punta. Per farlo, il Distretto ha sempre collaborato con Enit proponendo e condividendo una narrazione autentica della Costiera, che ha valorizzato i periodi alternativi a quello primaverile ed estivo e ha fatto emergere luoghi meno noti e caratteristici. In questo contesto si inserisce la crescita di mete come Maiori, che oggi si posiziona tra le destinazioni internazionali alla pari dei centri più noti pur essendo stata per anni legata quasi esclusivamente al turismo domestico italiano, e così come, ad esempio, l’inclusione di borghi come Atrani, Scala, Tramonti, Cetara e Praiano nei circuiti internazionali di narrazione, scoperta ed esperienza del territorio.
In termini paratici, questo risultato si è basato su un modello operativo di accoglienza mirata di giornalisti e influencer nei periodi di bassa stagione, incentrato su proposte che includessero più località della Costa d’Amalfi tenendo sempre conto dei borghi meno noti e dei loro gioielli nascosti, realizzata in collaborazione con le sedi italiane ed estere di ENIT, che hanno veicolato verso la Costiera i media delle loro nazioni di pertinenza. Assieme alla parte di PR, da anni sta andando avanti un’opera di ricerca attiva di buyer sui mercati esteri ai principali saloni internazionali del turismo, incentrata sui compratori disposti ad investire sui mesi di bassa stagione non per una politica di risparmio ma nell’ottica di un turismo slow e sostenibile. Questo ha generato flussi economicamente apprezzabili, a basso impatto, di turisti disposti a vivere la meta con consapevolezza e lentezza nei mesi meno affollati.
Un momento strutturante di questo percorso è stato rappresentato da ENIT Meets the Authentic Amalfi Coast, grazie al quale nel 2020 i vertici, i responsabili delle sedi estere e le persone del marketing dell’Agenzia Nazionale Turismo hanno incontrato gli operatori dell’ecosistema della Destinazione Costa d’Amalfi. Un appuntamento che ha consolidato una relazione stabile e continuativa tra ENIT e il sistema turistico locale rappresentato dal Distretto Turistico e dal suo braccio operativo, la Rete Sviluppo Turistico Costa d’Amalfi. Da quei momenti, il lavoro è proseguito senza interruzioni, consolidando un modello di collaborazione che ha prodotto risultati misurabili.
“Il Distretto è composto da operatori privati che hanno scelto di investire direttamente nello sviluppo del territorio. Desidero ringraziare albergatori, guide, operatori turistici e professionisti che hanno collaborato in modo fattivo e responsabile, accollandosi anche parte delle spese e dimostrando che il settore privato può essere motore credibile di politiche di sviluppo turistico sostenibili. Accanto a loro, ringrazio le amministrazioni che hanno risposto in maniera positiva alle nostre chiamate e hanno supportato la nostra azione aprendo o facilitando l’accesso a siti e punti d’interesse.”
Il caso della Costa d’Amalfi si propone oggi come best practice nazionale: un modello replicabile di governance turistica in cui i privati, organizzati in forma distrettuale, dialogano in modo strutturato con le istituzioni nazionali, orientano le strategie di promozione e producono risultati concreti in termini di allungamento della stagione, redistribuzione dei flussi e crescita economica. Un modello che dimostra come la destagionalizzazione non sia solo una parola chiave delle politiche turistiche, ma un processo realizzabile quando visione strategica, responsabilità privata e riconoscimento istituzionale operano in maniera coordinata. La Costa d’Amalfi, oggi, rappresenta un esempio avanzato di questo approccio.








