A tu per tu con Marco Sabellico

Il suo incontro con il vino è avvenuto da bambino, quando osservava suo padre e suo nonno spendere le giornate fra i vigneti di famiglia. Una volta adulto, Marco Sabellico, ha affinato il suo palato, il suo olfatto, e il suo sapere legati al mondo vitivinicolo, diventano oggi uno dei punti di riferimento dell’industria. Giornalista esperto, il suo nome è spesso legato alla guida Vini d’Italia, pubblicata dal 1998 da Gambero Rosso, di cui è curatore. Appassionati ed esperti di vino lo conoscono anche per la sua popolare e interessante trasmissione video #stappacongamberorosso, in cui racconta le eccellenze enoiche italiane. Premiato nel 2014 nel corso del Gran Gala VITIS, promosso dall’Associazione Italiana Sommelier di Frosinone, con il riconoscimento “L’arte del comunicare” per aver contribuito a rendere la comunicazione del vino accessibile a tutti, è il protagonista del quarto appuntamento del ciclo di masterclass Growth promosso dal Distretto Turistico Costa d’Amalfi, intitolato Vino- Viaggio fra le migliori espressioni enoiche italiane, fra i grandi classici e le novità. Lo abbiamo incontrato e ci ha illustrato il suo punto di vista sui vini della Costa d’Amalfi

Come il territorio e la posizione della Costa d’Amalfi ha influito nella produzione e lavorazione del vino?

Si tratta di uno scenario unico dove i terreni rocciosi e scoscesi sono ricoperti dai sedimenti millenari delle eruzioni del Vesuvio, e i terrazzamenti realizzati con sapienza dall’uomo hanno permesso una viticoltura altrimenti impossibile. E’ stata definita “Eroica”. L’influsso del mare, l’esposizione, la straordinaria passione dei viticoltori creano un unicum irripetibile. Ma tutti i prodotti di questa terra hanno un qualcosa di irripetibile, che fa breccia sulla sensibilità del consumatore: dalla colatura di alici al provolone di Agerola, agli oli EVO, agli straordinari pomodori, solo per citarne alcuni.

Secondo lei, una persona che per la prima volta sperimenta i vini della Costa d’Amalfi, da dove dovrebbe cominciare? Qual è il percorso da intraprendere per conoscere, capire ed assaporare i vini locali?

Non c’è una regola, ma certo iniziare con un Costa d’Amalfi Bianco dell’ultima annata può essere un’esperienza talmente positiva che ci porterà ad approfondire il discorso sulle altre tipologie, come il Rosato ed il Rosso, e ad addentrarci nell’affascinante percorso delle sottozone, come Ravello, Tramonti e Furore. E a scoprire le selezioni più importanti di Bianco e di Rosso per, poi,  approfondire il discorso sulle varietà di uve autoctone, peculiari di questo territorio, come ad esempio il rosso da uve Tintore.

Dal suo punto di vista, gli imprenditori del vino della Costa d’Amalfi cosa dovrebbero fare e imparare per comunicare al meglio i loro prodotti?

La prima cosa è fidelizzare la ristorazione del territorio e gli Chef che sono nati e si sono formati sulla Costiera e arricchiscono con il loro talento e la loro sensibilità i grandi ristoranti italiani e internazionali. Sono un vero patrimonio, e possono essere grandissimi ambasciatori dei prodotti della loro terra, non ultimo il vino. E così anche i sommelier che spesso troviamo a gestire le migliori carte dei vini italiane e internazionali. Invitateli spesso in azienda, fateli partecipi del processo produttivo, andate a fargli assaggiare le nuove etichette e le nuove annate, e se non potete viaggiare mandategli campionature. Saranno i vostri ambasciatori più importanti, e vi spianeranno la strada con il pubblico degli appassionati, dei consumatori più attenti, così come saranno un biglietto da visita importante presso i rappresentanti di commercio e gli importatori dei paesi dove lavorano. E poi… viviamo in un momento in cui spostarsi è ancora difficile, e si è scoperta l’importanza fondamentale della comunicazione informatica. E’ “obbligatorio” essere presenti sui social media, avere un sito aziendale ben curato che racconti la storia della famiglia, dell’imprenditore, e ogni minimo dettaglio dei prodotti, organizzare incontri via web. 

 

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