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Caos mobilità in Costa d’Amalfi. Il Distretto Turistico “Non si gestisce per emergenze una destinazione internazionale”

Distretto Turistico Costa d'Amalfi > Caos mobilità in Costa d’Amalfi. Il Distretto Turistico “Non si gestisce per emergenze una destinazione internazionale”

COMUNICATO STAMPA
 
Distretto Turistico Costa d’Amalfi: “Prima la strada per Ravello e Scala, ora l’Agerolina. Se si continua a chiudere le principali direttrici della Costiera ai mezzi pubblici e turistici si mette in ginocchio il territorio. Non si gestisce così la mobilità di una destinazione internazionale”
 

Nel giro di poche ore due delle principali strade della Costa d’Amalfi sono state interdette agli autobus del trasporto pubblico di linea e quelli destinati ai servizi turistici, per effetto di due ordinanze della Provincia di Salerno che vietano il transito ai veicoli superiori alle 5 tonnellate, compresi gli autobus del trasporto pubblico di linea e quelli destinati ai servizi turistici.
 
Dopo il provvedimento che, dal prossimo 13 luglio, impedirà il transito dei mezzi superiori alle 5 tonnellate lungo la strada di collegamento tra la Statale Amalfitana e Ravello e Scala, è arrivata nel giro di 24 ore anche la nuova ordinanza relativa alla Strada Regionale Agerolina, nel tratto compreso tra il bivio con la Statale Amalfitana e il confine della provincia di Napoli, tratto di competenza della Provincia di Salerno e principale accesso ad Agerola e al Sentiero degli Dei. Due assi strategici della mobilità della Costa d’Amalfi vengono così sottratti, nel pieno dell’alta stagione, al trasporto pubblico di linea e ai servizi turistici, con conseguenze dirette sull’accessibilità della destinazione, sulla mobilità delle comunità locali e sull’organizzazione del comparto turistico.
 
Il Distretto Turistico Costa d’Amalfi a nome del comparto turistico, che rappresenta, esprime fortissima preoccupazione per una gestione della mobilità che continua a intervenire con provvedimenti emergenziali, adottati senza un preventivo confronto con il territorio, con i Comuni e con il comparto economico che costituisce il principale motore di sviluppo della Costa d’Amalfi: il turismo. Un sistema che sostiene migliaia di posti di lavoro genera ricchezza diffusa e produce benefici economici per l’intero territorio.
 
Se questa deve essere la risposta alle criticità della mobilità, allora si abbia il coraggio di dirlo chiaramente. Si abbia il coraggio di chiudere anche la Statale Amalfitana e di ammettere che il modello con cui oggi viene governata la mobilità della Costa d’Amalfi non è adeguato alla complessità di una destinazione che rappresenta una delle principali vetrine dell’Italia nel mondo.
 
Il presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi Andrea Ferraioli dichiara: “Non entriamo nel merito delle motivazioni, la sicurezza rappresenta un valore assoluto. Su uno dei tratti interessati dai provvedimenti è avvenuta ormai da tempo una tragedia il cui dolore appartiene all’intera Costiera e impone il massimo rigore nella programmazione di ogni misura necessaria a tutelare le persone. Ma proprio per questo sorprende che ordinanze destinate a modificare in maniera così significativa la mobilità del territorio siano arrivate improvvisamente, senza un preventivo confronto con i Comuni interessati e con il sistema economico locale, come risposta emergenziale a una criticità che avrebbe richiesto una programmazione preventiva e condivisa. Un provvedimento di questa portata non può essere semplicemente calato sul territorio: deve nascere da una programmazione condivisa e dall’individuazione di soluzioni capaci di garantire contemporaneamente sicurezza e continuità dei servizi. La sicurezza non si costruisce togliendo servizi essenziali a un territorio. Si costruisce programmando gli interventi, ascoltando le comunità e prevenendo le emergenze.”
 
L’attenzione che vogliamo richiamare – sottolinea Ferraioli – non è sul singolo episodio ma sul sistema complessivo di gestione del territorio e della mobilità, che continua ad essere affrontato attraverso interventi tampone e senza una reale programmazione strategica. Nei mesi di bassa stagione, quelli invernali, nei quali è possibile programmare gli interventi e attuare soluzioni condivise, vediamo unicamente lavorare le aziende private che investono milioni di euro per offrire servizi di eccellenza, creare occupazione e sostenere l’economia della Costa d’Amalfi, senza che nello stesso periodo si registri una programmazione infrastrutturale e della mobilità capace di prevenire situazioni come quelle che oggi stanno interessando il territorio. Un ecosistema economico che rappresenta la principale ricchezza della Costiera e che investe in questi termini merita di essere tutelato e rispettato. Le decisioni che impattano in maniera così violenta sugli investimenti e la programmazione del comparto non possono essere assunte dalla politica o dalle pubbliche amministrazioni senza il coinvolgimento delle rappresentanze del comparto turistico, che ogni giorno costruisce la competitività della nostra destinazione.”

Le decisioni sulla mobilità incidono nei fatti direttamente sul lavoro di migliaia di persone e sul futuro di una destinazione internazionale. Per questo il Distretto Turistico Costa d’Amalfi condivide la richiesta di un incontro avanzata dai Comuni della Costa d’Amalfi e ha presentato una Pec alla Prefettura di Salerno per partecipare al tavolo, per rappresentare il punto di vista di imprese e lavoratori che fanno del turismo il principale sistema economico della Costa d’Amalfi. Governare una destinazione internazionale significa anche ascoltare chi, ogni giorno, decide di restare e investire per renderla competitiva.

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