A tu per tu con Massimo d’Addezio

L’arte dell’ospitalità è inscritta nel suo DNA. Massimo d’Addezio, pluripremiato mixologist romano, autore di libri e protagonista della trasmissione di Gambero Rosso Channel Spirits, i maestri del cocktail, è cresciuto in una famiglia di ristoratori. Da qui ha imparato che uno dei segreti per farsi strada nel mondo del food and beverage è quello di essere capaci di mettere il cliente a proprio agio. Una ricetta questa che lo ha accompagnato in tutte le sue esperienze professionali. A lui si deve il successo dell’elegante bar Stravinskij, che ha diretto per 13 anni,  all’interno dell’Hotel de Russie di Roma. Ricercato e frequentato da locali e turisti per il famoso cocktail Martini, nel 2006 grazie al lavoro di D’Addezio, il locale riceve il premio come miglior Hotel Bar d’Europa. Da questo momento in poi i riconoscimenti internazionali si susseguono in modo costante: nel 2008 viene premiato da Havana Club come miglior Bar Manager d’Italia e nel 2009 riceve a Las Vegas il premio di Virtuoso Travel come Best Hotel Bar in the World. Instancabile conoscitore e sperimentatore, nel 2014 comincia il suo percorso imprenditoriale. Fonda, insieme a Walkiria Bertuccioli, Ro.Ck.Rooms&Cocktails Srls, una società di consulenza con sede a Roma per attività coinvolte nel mondo del F&B e del Hospitality e nel 2016, il suo progetto Chorus Café Ristorante, Cocktail Bar e Club con sede nella capitale, entra nella classifica di Condé Nast come uno dei nove migliori bar del mondo.

Keynote Speaker di Mixology-La Miscelazione di qualità, la masterclass del ciclo di formazione Growth promosso dal Distretto Turistico Costa d’Amalfi, lo abbiamo intervistato per carpire la sua formula perfetta di miscelazione. 

Esiste una ricetta speciale per essere un buon bartender?

La ricetta speciale per essere un buon bartender è quella che ti permette di miscelare un’ottima capacità di ascolto del cliente ad un’altrettanta ottima capacità interpretativa dei desideri percepiti

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Le possibilità pressoché infinite di creare combinazioni, come un musicista con le 7 notte

Quanto è importante il legame con il territorio, o meglio con gli ingredienti locali, nella creazione di un cocktail?

È  fondamentale conoscere il territorio dove si opera, sia per poter rendere unica l’esperienza del cliente/turista, sia perché noi svolgiamo un ruolo di ambasciatori del territorio, lo presidiamo!

Qual è il tuo segreto per superare un momento di empasse dietro al bancone?

La sincerità, mettere il cliente al corrente di quello che sta succedendo, mettendolo a suo agio e, non fargli provare la sensazione dell’imbarazzo

Per riuscire bene in questa professione conta maggiormente l’abilità tecnica o quella sociale/socievole?

70% sociale/socievole 20% abilità tecnica 10%  fattore “C”

Cosa non manca mai nel tuo bar personale? 

La Grappa e la vodka

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